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I CARPENTIERI DI TERRA E DI MARE

Il carpentiere (o Maestro d'Ascia) "prestato" alla Marina Mercantile

E' mio intendimento descrivere un fenomeno che nella storia e nelle arti marinaresche della nostra città assunse un certo rilievo. La definizione di "prestito", ben calza con la realtà. Il Carpentiere di Bordo non è stato un Marittimo a tutti gli effetti; voglio dire che esso viveva e operava con una certa autonomia che lo distingueva dal resto dell'Equipaggio. Già le sue mansioni specifiche ne convalidavano questa tesi. Lavorava quasi sempre isolato dagli altri perché, giustamente, il marinaio vero e proprio non aveva la dimestichezza degli specifici attrezzi di lavoro. Se la nave era grande e moderna, poteva disporre di una carpenteria a tutti gli effetti con scorta di legnami vari e macchine utensili per lavorare la materia prima. Potremmo dire che i Carpentieri Navali erano considerati i "signori di bordo". Secondo una stima personale, almeno il 25-30 per cento dei carpentieri viareggini ha intrapreso la via del mare: il mare quello "di gran cabotaggio" perché il loro servizio si espletava solo sulle grandi imbarcazioni.
Verrebbe da pensare cosa abbia mai da fare un carpentiere in legno su una nave di ferro, ma ci sono delle specifiche funzioni di bordo spettanti proprio a questa figura professionale.
Ad esempio la riparazione della foderatura in legno delle stive che ad ogni discarica veniva semidistrutta dai mezzi cingolati e dalle benne e pale meccaniche calate per raccogliere il carico...
Questo lavoro doveva essere fatto subito dal carpentiere, con l'aiuto di una squadra di marinai se la nave doveva ricaricare, altrimenti, a nave scarica lo si effettuava durante il viaggio a vuoto.
E inoltre, il sondaggio quotidiano di tutti i doppi fondi della nave.
Questo lavoro era di massima responsabilità, perché se mal eseguito, avrebbe potuto alterare la stima della quantità di tonnellaggio.
Rifornimento e sondaggio quotidiano dell'acqua dolce: un errore nel calcolo dei consumi giornalieri avrebbe causato la mancanza dell'acqua se il viaggio fosse stato molto lungo.
Controllo della sala pompe per carico e scarico zavorra.
Responsabilità del posto di manovra ad ogni arrivo in porto e partenza... E così via per ogni tipo di riparazione e manutenzione nella sfera del mestiere vero e proprio.
II fenomeno migratorio dei carpentieri “non necessariamente disoccupati” ha avuto la sua punta massima dalla fine della II Guerra Mondiale fino agli anni settanta.
La spinta ad intraprendere la via del mare era il salario bassissimo nei cantieri se raffrontato con quello dei marittimi.
II Carpentiere di bordo aveva un discreto trattamento economico.La paga era buona perché equiparata a quelle di Sotto Ufficiale al pari del Nostromo di Bordo e del Caporale di Macchina.La vita di bordo poteva durare da cinque fino a quindici anni; raramente un carpentiere passava dalla vita di bordo alla pensione.
C'era la consapevolezza della continuità del mestiere a cui erano molto attaccati e una volta a terra non esitavano a riprendere da dove avevano lasciato..., anzi, sembrava del tutto naturale alternare periodi in mare e periodi sulla terra ferma.
Questa attività migratoria, "fenomeno viareggino", ebbe il suo triste epilogo a seguito del mutamento delle necessità della Marina Mercantile.
Molti anni addietro nelle grandi unità era d'obbligo il carpentiere. Successivamente, la riduzione degli equipaggi ha fatto si che si "sacrificasse" il carpentiere, affidando le mansioni marinare a chi di dovere non potendo, come era naturale, passare di mano ad altri l'eroica ascia.
II Carpentiere di bordo è ora un ricordo...
Ho scritto questo perché anche io ero uno di loro.
Ne ho conosciuti a decine, tutti amici e compagni di lavoro a terra, molti di loro Soci della Lega Maestri d'Ascia e Calafati.
Non siamo stati né Carpentieri ne Marinai di Serie B.
Verità è, che il fenomeno dei "carpentieri naviganti" è stato di ampie proporzioni, ma non ha mai avuto l'apprezzamento e l'attenzione che meritava.
Proprio per questo, quanto da me scritto, vuole essere un riconoscimento a questi Uomini, alla categoria dei Maestri d'Ascia e Calafati.


Mario Degli Innocenti Socio della Lega M. A. e C.

 

 

Lega Maestri D'ascia e Calafati

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Tel. + 39 0584 392787